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MF22
Inviato

Faccio un rapido incipit che serve solo a capire l'origine concreta del problema: friendzone con condivisione emotiva molto profonda, non ci sta, poi ci baciamo, ci allontaniamo perchè e inizio a fare la checca isterica bisognosa.

Non sto a dire altro perchè ho un thread di 50 e passa pagine che basta e avanza. Non è questo il problema e non rientra nel contesto seduzione visto che non c'è alcun senso nel conquistarla.

Dicevo, ci allontaniamo.

Ok, conosco molto bene la sequenza enciclopedica degli errori.

Studio, leggo, faccio, cerco di ricostruirmi un po'.

"Dai esci e fai qualcosa, fai nuove conoscenze" che finiscono in "No adesso ho altro a cui pensare e poi mi sono già rovinato un esame per pensare alle donne".

Mi costruisco una dipendenza affettiva, mi manca più quello che mi diceva lei che lei stessa. Qualcuno che a caso durante il giorno mi scriva perchè mi ha pensato, che mi racconti le sue cose e che quando ci si parla ci si venga spontaneo dirsi che ci si vuole bene (sì, tranquilli, ho la sindrome del bravo ragazzo).

"No ma devi freezare, lasciala perdere. Non la devi pensare". "Cazzo è vero svegliati, Matteo". E il bello è che lo penso veramente, che mi devo svegliare e che sia vero che la devo lasciar perdere.
E allora freeziamo, cerchiamo di riprenderci un po'.

Ancora "Dai esci e fai qualcosa, fai nuove conoscenze" che finiscono in "No, adesso non posso".

Passa il tempo e a me continua a mancare qualcuno che a caso durante il giorno mi scriva perchè mi ha pensato. Mi sembra quasi di essere diventato finocchio nel cervello.

Ci allontaniamo, ma non del tutto.

Rimane un sottile filo di connessione, che ogni tot a cadenza random si manifesta in suoi messaggi dal senso sostanzialmente nullo.

"Te la ricordi quella canzone degli Oasis che mi hai fatto ascoltare tu?"

L'omino del cervello che mi dice:"Ecco bravo, ora non le rispondi così hai l'occasione di farle vedere che te ne fotti di lei." che finiscono in "Non fare il bambino offeso, le rispondi educatamente e poi chiudi".
Sì, che poi quando chiudi l'omino del cervello ricompare per dirti "Bravo coglione che le hai risposto"; che poi passano 3 giorni e l'omino del cervello ti ricorda che però quel qualcuno che a caso durante la giornata ti scriveva perchè ti aveva pensato, a dir la verità, ti piaceva anche.

E così a ciclo continuo, perchè in fondo ho bisogno di questo affetto. Non tanto del suo, ma di questo tipo di affetto.

Perchè, diciamocelo chiaramente, alla fine le rispondo perchè ho paura di perderlo del tutto.
Che si traduce in questa situazione che, più che ridicola, definirei circense.

Non so come chiuderla. Prima di tutto.

"Dai esci e fai qualcosa, fai nuove conoscenze" che si traducono sempre in una zona comfort invalicabile.
Adesso sono persino giunto alla fase "Ma tanto sei giù di morale, chi vuoi sedurre. Si sa che per sedurre devi essere sorridente, almeno".

Due consigli:

1) La dipendenza affettiva, da quel tipo di affetto. Come la sopperisco? Non c'è un modo di colmare questo cratere?
A volte mi sembra che nessuno mi abbia mai proferito parole di quel genere, ho un intrinseco bisogno di qualcuno che mi faccia sentire importante (non in senso di superbia, ma nel contesto strettamente degli affetti).

2) La comfort zone, come conseguenza di questo specifica condizione. Lo so che il calcio in culo mi serve, ma non mi basta.


Poi mi rompo il braccio.
"Sappi che se hai bisogno di me io ci sono sempre, ti voglio bene".
Ecco, appunto.

Ah, e poi sono diventato discretamente lamentoso. Ma questo lo notate da soli.



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Carlins
Inviato

Mattè stai descrivendo me di qualche mese fa, persino il braccio rotto! (Occhio che la mia successiva tappa è stata il ritiro della patente) :D

Già il fatto che sei cosciente della tua situazione e sei riuscito ad identificare le "falle" è un buon punto, ma purtroppo, chiaramente non basta.

Questa è la fase più ostica a mio parere, conosci i tuoi problemi, sai anche quali sono le soluzioni e la strada da percorrere, ma non riesci a smuoverti!

Ti servono dei feedback positivi, ma questi non pioveranno dal cielo, devi riuscire ad importi di fare determinate cose, anche contro voglia.

Ora è inutile andare in giro da soli ad approcciare, non sei proprio dell'umore adatto, devi solamente divertirti.

Prova ad uscire con i tuoi amici, sbronzati, fai casino, ma per l'amor di Dio non rimanere a casa!

Ammesso che tu non abbia un bell'hobby da seguire, cinema, lettura, puzzle... cose che attivano la mente, no videogames. :D

Non cercare di fuggire dai sentimenti che ti tormentano, lasciati avvolgere, vivili e rivivili... piangi!

Eh si, anch'io ero lamentoso (forse un po' meno di te :D), ma fidati che tartassavo di domande e monologhi qualsiasi persona avessi a tiro ahahahah non sapevo dove sbattere la testa.

Trova anche tu qualcuno che abbia la pazienza necessaria di ascoltarti, potrebbe essere anche tua nonna con l'amplifon che crede tu le stessi raccontando di come vai a scuola, l'importante è che non ti tieni tutto dentro, ok il forum, ma è profondamente diverso dirlo a qualcuno di persona.

Ti parlo col cuore in mano, sul serio, mi sono affezionato a te, siamo entrati per caso nello stesso periodo nella community, con storie molto molto simili, stai pur certo che non ti abbandonerò! :)

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jessie
Inviato

L'omino del cervello che mi dice:"Ecco bravo, ora non le rispondi così hai l'occasione di farle vedere che te ne fotti di lei." che finiscono in "Non fare il bambino offeso, le rispondi educatamente e poi chiudi".

Sì, che poi quando chiudi l'omino del cervello ricompare per dirti "Bravo coglione che le hai risposto"; che poi passano 3 giorni e l'omino del cervello ti ricorda che però quel qualcuno che a caso durante la giornata ti scriveva perchè ti aveva pensato, a dir la verità, ti piaceva anche.

Non saprei aiutarti perché ho più o meno la stessa dipendenza affettiva, ma questa storia dell'omino del cervello mi ha divertito ^_^

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James23
Inviato

Ciao Matteo, non sono mai intervenuto nel tuo famoso thread ma ho letto con grande interesse la tua triste storia. È facile dire ci siamo passati tutti e non so quanto ciò ti possa aiutare, ma è comunque la verità.

Da persona intelligente quale sei cerchi di comprendere quel dolore, quel peso sullo stomaco che ti distrugge e che non ti fa vivere come vorresti. Speri che qualche utente del forum ti dia la soluzione, ma come tu stesso intuisci, una soluzione rapida non c'è. L'unica cosa che ti può aiutare è il tempo.

Che brutta parola il tempo, vero? Vogliamo sempre tutto e subito. La ragazza che bramiamo, la vita che desideriamo. Adesso, ORA! La fretta molto spesso rovina tutto: aggiunge ansia, pressioni e non ci fa gioire dei piccoli successi che otteniamo. Niente è abbastanza, vogliamo sempre di più!

Con la tua oneitis non è finita bene, ma è stata sicuramente un'esperienza bellissima. Hai avuto il piacere di conoscere una persona che ti ha fatto perdere la testa, con la quale hai condiviso tempo ed emozioni. È qualcosa che ti segnerà per tutto il resto della tua vita, se in positivo o negativo dipende solo da te.

Probabilmente non sono la prima persona che te lo dice, ma devi chiudere con questa ragazza, almeno per il momento. Incontratevi e dille la verità, nuda e cruda. Non serve fare la persona forte e impassibile. Spogliati, denudati completamente e poi chiedile di lasciarti andare. Ne uscirai molto più forte, questo te lo assicuro. Però ti devi allontanare, devi chiudere questo legame o al contrario ti distruggerà.

Sono convinto che in realtà tu speri in un suo ripensamento ed è per questo motivo che continui a risponderle. Ma come ben sai, ciò non accadrà. Non ora, almeno. Accetta i tuoi sbagli, accetta "la sconfitta". Viviti queste emozioni negative: piangi, disperati. Non cercare di star bene per forza. Togliti questo peso e riprendi a vivere.

La sezione oneitis è piena di storie di sofferenza, di quella sofferenza che demolisce il tuo spirito, la tua vitalità. Ma lo sai qual'è la cosa più assurda? Improvvisamente cesserá, non farà più male. Ricorderai quei momenti con un sorriso, pensando a quanto sei stato stupido a dare così tanta importanza ad una cosa del genere.

E poi ricapiterà di nuovo, con un'altra. Non sarà uguale. Soffrirai, ma non con la stessa intensità e non per lo stesso lasso di tempo. In fondo sai che la supererai perché lo hai già fatto, perché è già successo.

Io sono giunto ormai alla mia quinta oneitis. Che dirti? Fa male ma è diverso. So che me la caverò, anche se ci sono giorni che ho il morale a pezzi. Ma si va avanti. Ci si fanno le ossa. Fino alla prossima.

Tieni duro, siamo più forti di quello che pensiamo.

Un abbraccio

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