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Poligamia, poliamore e sviluppo dell'essere umano


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Errenz
Inviato (modificato)

Sono stati scritti, letti e discussi tanti testi riguardo alla poligamia, con interpretazioni biologiche e psicologiche.

Recentemente ho riflettuto sull'argomento formulando alcune idee che mi interessa condividere e discutere. 

La cornice teorica è quella dei quattro stadi di evoluzione dall'individuo e illustrati da Giulio Cesare Giacobbe nei suoi libri (semplificando):

- bambino: ha bisogno degli altri per la sua sopravvivenza, ama chi si occupa di lui;

- adulto (o stronzo): provvede da solo alla sua sopravvivenza, ama se stesso,

- genitore: provvede da solo alla sua sopravvivenza, ama i suoi figli (o altri individui assimilabili) e provvede anche per loro;

- buddha: ama tutti.

Vedendo questi quattro stadi dell'evoluzione dell'individuo, capiamo come tutte permettano l'amore verso più persone:

- il bambino può amare entrambi i genitori (o altre figure che si occupano di lui);

- l'adulto ama tutti quelli da cui può procurarsi l'amore in cui ha bisogno;

- il genitore, può amare più di un figlio;

- il buddha ama tutti (come sopra).

L'amore, sia sotto forma di relazione interpersonale sia sotto forma di beni e servizi, è limitato dal tempo di chi lo dà. Per questo motivo la capacità di amare più persone non implica quella di accettare che gli altri facciano lo stesso:

- i bambini spesso competono tra loro per l'attenzione dei genitori (in senso lato), come si può osservare nella competizione tra fratelli;

- l'adulto sa che più amore ler lui significa meno amore per l'altro;

- il genitore e il buddha, secondo me, ricevono amore in abbondanza da più persone (compresi loro stessi) e non hanno paura di rimanerne privi.

Quindi, secondo questo modello, è normale amare più persone ed è normale qualcuno non voglia che qualcun altro ami più persone.

Se vediamo il sesso come l'amore che si scambia tra soggetti tramite il corpo, possiamo dire che abbia dei limiti:

- spaziali: il sesso richiede il contatto fisico, inoltre in un certo momento una persona può fare sesso con un numero x di persone (da 0 nell'autoerotismo a x, dove x è il numero di buchi o protuberanze che riesce a usare contemporaneamente);

- temporali: una persona non può fare solo sesso per tutta la sua vita, necessariamente si dedica anche ad altre attività;

- istintivi: il corpo reagisce con l'eccitazione sessuale ad altri corpi con caratteristiche non universali (sesso, forme ecc..).

Quindi il sesso è una risorsa finita e le persone (adulte anagraficamente) in stadio bambino o adulto fanno sesso per procurarsi una forma di amore da altre persone e competono con le altre persone, per tale motivo non apprezzano la poligamia dei loro partner (fenomeno ben documentabile), mentre le persone in stadio genitore o buddha fanno sesso per donare amore agli altri, con i tre limiti sopra esposti.

Tutto ciò per concludere che le pratiche di poliamore e poligamia non dipendono solo da variabili biologiche, sociali, culturali e materiali, ma anche dallo stadio di evoluzione di un individuo.

Le persone nello stadio "bambino" e "adulto" (la maggioranza degli individui dalla nostra società sono in queste due fasi) vivono la poligamia del partner in modo negativo ma accettano (consapevolmente o inconsapevolmente) la loro.

Le persone nello stadio "genitore" o "buddha" praticano la poligamia e accettano quella degli altri, tuttavia vengono condannati dalla maggioranza.

Grazie per aver letto tutto, mi interessano critiche, approfondimenti o storie di vita sull'argomento.

Modificato da Errenz
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Marco_drake
Inviato
18 ore fa, Errenz ha scritto:

Sono stati scritti, letti e discussi tanti testi riguardo alla poligamia, con interpretazioni biologiche e psicologiche.

Recentemente ho riflettuto sull'argomento formulando alcune idee che mi interessa condividere e discutere. 

La cornice teorica è quella dei quattro stadi di evoluzione dall'individuo e illustrati da Giulio Cesare Giacobbe nei suoi libri (semplificando):

- bambino: ha bisogno degli altri per la sua sopravvivenza, ama chi si occupa di lui;

- adulto (o stronzo): provvede da solo alla sua sopravvivenza, ama se stesso,

- genitore: provvede da solo alla sua sopravvivenza, ama i suoi figli (o altri individui assimilabili) e provvede anche per loro;

- buddha: ama tutti.

Vedendo questi quattro stadi dell'evoluzione dell'individuo, capiamo come tutte permettano l'amore verso più persone:

- il bambino può amare entrambi i genitori (o altre figure che si occupano di lui);

- l'adulto ama tutti quelli da cui può procurarsi l'amore in cui ha bisogno;

- il genitore, può amare più di un figlio;

- il buddha ama tutti (come sopra).

L'amore, sia sotto forma di relazione interpersonale sia sotto forma di beni e servizi, è limitato dal tempo di chi lo dà. Per questo motivo la capacità di amare più persone non implica quella di accettare che gli altri facciano lo stesso:

- i bambini spesso competono tra loro per l'attenzione dei genitori (in senso lato), come si può osservare nella competizione tra fratelli;

- l'adulto sa che più amore ler lui significa meno amore per l'altro;

- il genitore e il buddha, secondo me, ricevono amore in abbondanza da più persone (compresi loro stessi) e non hanno paura di rimanerne privi.

Quindi, secondo questo modello, è normale amare più persone ed è normale qualcuno non voglia che qualcun altro ami più persone.

Se vediamo il sesso come l'amore che si scambia tra soggetti tramite il corpo, possiamo dire che abbia dei limiti:

- spaziali: il sesso richiede il contatto fisico, inoltre in un certo momento una persona può fare sesso con un numero x di persone (da 0 nell'autoerotismo a x, dove x è il numero di buchi o protuberanze che riesce a usare contemporaneamente);

- temporali: una persona non può fare solo sesso per tutta la sua vita, necessariamente si dedica anche ad altre attività;

- istintivi: il corpo reagisce con l'eccitazione sessuale ad altri corpi con caratteristiche non universali (sesso, forme ecc..).

Quindi il sesso è una risorsa finita e le persone (adulte anagraficamente) in stadio bambino o adulto fanno sesso per procurarsi una forma di amore da altre persone e competono con le altre persone, per tale motivo non apprezzano la poligamia dei loro partner (fenomeno ben documentabile), mentre le persone in stadio genitore o buddha fanno sesso per donare amore agli altri, con i tre limiti sopra esposti.

Tutto ciò per concludere che le pratiche di poliamore e poligamia non dipendono solo da variabili biologiche, sociali, culturali e materiali, ma anche dallo stadio di evoluzione di un individuo.

Le persone nello stadio "bambino" e "adulto" (la maggioranza degli individui dalla nostra società sono in queste due fasi) vivono la poligamia del partner in modo negativo ma accettano (consapevolmente o inconsapevolmente) la loro.

Le persone nello stadio "genitore" o "buddha" praticano la poligamia e accettano quella degli altri, tuttavia vengono condannati dalla maggioranza.

Grazie per aver letto tutto, mi interessano critiche, approfondimenti o storie di vita sull'argomento.

Correggo alcune cose, soprattutto sul lato spirituale. 

La definizione di amore. 

L'amore non ha una manifestazione esteriore o, meglio, ha infinite manifestazioni. Non può quindi essere fatta un'equazione amore = comportamento X. 

l'amore è prima di tutto uno stato interiore. Una scelta interiore. Indipendentemente dal comportamento esterno che è illusorio (motivo per cui Dio ama tutti anche se nel mondo esistono "le malattie" ecc ecc, tanto che l'essere non è separato dal tutto. Un goccia non "muore" quando torna all'oceano) 

Il genitore e il Buddha non sono quindi fasi equiparabile. 

L'amore del Buddha è preso direttamente dalla consapevolezza di essere il tutto, di essere Dio, di essere l'intero oceano. 

Immagina che ogni persona sia un bicchiere vuoto, di diverse forme e dimensioni, pronto a riempirsi d'amore. 

Nella prospettiva dell'uomo comune, il bicchiere è finito e l'acqua è finita. 

Crede di poter dare e ricevere solo una certa quantità di acqua. 

Non dò la mia acqua se lui/lei non fa questo. 

Non dò la mia acqua se lui/lei non ricambia. 

Ma il Buddha dà da bere a tutti gli assetati, perché sa che l'acqua che può versare in ogni bicchiere è infinita perché è l'oceano intero che si manifesta attraverso di lui. 

Esistono quindi solo due stadi, sopra e sotto. E un terzo, l'uomo in cammino. Il viandante solitario. 

Bisogna esplorare ogni angolo dentro di sé per vedere ogni camaleontico egoismo spacciato amore. 

Ma non è altro che una banconota falsa. 

Il vero amore non ha nulla a che fare con il sesso o la genitorialità, che sono funzioni animali, biologiche. 

Il vero amore è una scelta. Anzi, una realizzazione, perché nell'amore non esiste nemmeno più il concetto di individuo. 

Ami tu le tue singole cellule che ti compongono o ami semplicemente quello che percepisci essere "te stesso"? 

 

 

  • Grazie! 2
Errenz
Inviato
18 ore fa, Marco_drake ha scritto:

Correggo alcune cose, soprattutto sul lato spirituale. 

La definizione di amore. 

L'amore non ha una manifestazione esteriore o, meglio, ha infinite manifestazioni. Non può quindi essere fatta un'equazione amore = comportamento X. 

l'amore è prima di tutto uno stato interiore. Una scelta interiore. Indipendentemente dal comportamento esterno che è illusorio (motivo per cui Dio ama tutti anche se nel mondo esistono "le malattie" ecc ecc, tanto che l'essere non è separato dal tutto. Un goccia non "muore" quando torna all'oceano) 

Il genitore e il Buddha non sono quindi fasi equiparabile. 

L'amore del Buddha è preso direttamente dalla consapevolezza di essere il tutto, di essere Dio, di essere l'intero oceano. 

Immagina che ogni persona sia un bicchiere vuoto, di diverse forme e dimensioni, pronto a riempirsi d'amore. 

Nella prospettiva dell'uomo comune, il bicchiere è finito e l'acqua è finita. 

Crede di poter dare e ricevere solo una certa quantità di acqua. 

Non dò la mia acqua se lui/lei non fa questo. 

Non dò la mia acqua se lui/lei non ricambia. 

Ma il Buddha dà da bere a tutti gli assetati, perché sa che l'acqua che può versare in ogni bicchiere è infinita perché è l'oceano intero che si manifesta attraverso di lui. 

Esistono quindi solo due stadi, sopra e sotto. E un terzo, l'uomo in cammino. Il viandante solitario. 

Bisogna esplorare ogni angolo dentro di sé per vedere ogni camaleontico egoismo spacciato amore. 

Ma non è altro che una banconota falsa. 

Il vero amore non ha nulla a che fare con il sesso o la genitorialità, che sono funzioni animali, biologiche. 

Il vero amore è una scelta. Anzi, una realizzazione, perché nell'amore non esiste nemmeno più il concetto di individuo. 

Ami tu le tue singole cellule che ti compongono o ami semplicemente quello che percepisci essere "te stesso"? 

 

 

Sicuramente esistono molti tipi di amore (genitoriale, filiale, fraterno, egoistico eccetera) e molti di questi non prevedono il sesso. Non so quale tipo di amore provi un buddha (sempre inteso nel sistema di GCG e non nel senso buddhista) perché io non penso di essere in quella fase di sviluppo.

Allo stesso tempo esistono molti modi pratici e molti motivi (o obiettivi o giustificazioni, non so quale termine sia quello più appropriato) per fare sesso.

Un buddha non versa l'acqua a tutti gli assetati, allo stesso modo non farà sesso con tutti quelli che lo desiderano, tuttavia potrebbe decidere di versare l'acqua ad alcuni assetati e di fare sesso con qualcuno che lo desidera.

Marco_drake
Inviato
2 ore fa, Errenz ha scritto:

Sicuramente esistono molti tipi di amore (genitoriale, filiale, fraterno, egoistico eccetera) e molti di questi non prevedono il sesso. Non so quale tipo di amore provi un buddha (sempre inteso nel sistema di GCG e non nel senso buddhista) perché io non penso di essere in quella fase di sviluppo.

Allo stesso tempo esistono molti modi pratici e molti motivi (o obiettivi o giustificazioni, non so quale termine sia quello più appropriato) per fare sesso.

Un buddha non versa l'acqua a tutti gli assetati, allo stesso modo non farà sesso con tutti quelli che lo desiderano, tuttavia potrebbe decidere di versare l'acqua ad alcuni assetati e di fare sesso con qualcuno che lo desidera.

Il mio punto è che esiste solo 1 vero sentire che si può chiamare amore. 

Ed è quello spirituale, che diverse tradizioni chiamano come "amore verso Dio", inteso come il tutto. 

Tutto il resto che chiamiamo "diverse forme di amore" non è amore, è sempre desiderio o attaccamento travestito da buon sentimento. 

Un individuo ama un altro individuo. 

Genitore figlio, fratello sorella, ecc. 

Ma non può essere in alcun modo amore perché presuppone l'esistenza di due individui separati. 

E l'esistenza (l'illusione) dell'individuo è la forma base dell'egosimo. Ogni azione che nasce dal credersi due individui separati è un'azione egoista. 

Se il vero amore è la consapevolezza di essere parte del tutto, è verso tutto e tutti. Non ha altre forme. 

  • Mi piace! 1
Errenz
Inviato
5 minuti fa, Marco_drake ha scritto:

Tutto il resto che chiamiamo "diverse forme di amore" non è amore, è sempre desiderio o attaccamento travestito da buon sentimento. 

Non escludo che tu abbia ragione. Per creare una conversazione che permetta a tutti di partecipare, tuttavia, utilizzerei la parola "amore" con il significato che la maggior parte della popolazione attribuisce ad essa.

  • 1 mese dopo...

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